Racconti

Al Tuliment di Nereo Pavoni e Celso Ferigo

Fino ad un certo punto imprecisato dell'alta valle del Tagliamento in Carnia, da Forni di Sopra in giù, la dizione più usata è Tuliment. Nasce però, e per molti sarà una sorpresa poco gradita, non in territorio friulano come riportano anche le più rinomate enciclopedie nazionali, bensì in quello cadorino. Il confine fra il comune veneto di Lorenzago e il comune friulano di For di Sôra non è lo spartiacque naturale del Passo Mauria, ma si trova qualche km più in basso nella valle dei fornesi.
Raccontano le cronache che per risolvere l'annosa contesa del confine, i due comuni si misero d'accordo per una soluzione che escludeva l'uso delle spade tipo Orazi-Curiazi, anche perché avevano capito, da pratici montanari, che le spade possono anche far male alla salute, oltre naturalmente la difficoltà di trovare qualcuno disposto a rischiare la pelle per il catasto comunale. Puntarono quindi su una variante sportiva che escludeva anche la fatica di lavare qualche indumento macchiato di sangue.

La regola era semplice quanto effettiva: al primo canto del gallo, dai rispettivi comuni partiva un corridore, più o meno l'atleta migliore del paese. Il posto in cui si fossero incontrati avrebbe delimitato il confine. Si dice che i furbi cadorini, con uno stratagemma ancora misterioso, riuscirono a far cantare il loro gallo un'ora prima del sorgere del sole. Facendo i calcoli e pensando che i due atleti fossero pressoché equivalenti, il conto sarebbe potuto anche tornare: con un'ora di vantaggio si può benissimo dedurre, infatti, che l'incontro avvenne più o meno dove ora si trova il confine ufficiale.

Anche se probabilmente questa versione non corrisponde al vero, venne comunque accettata da tutte due le parti per un semplice motivo d'immagine. La verità storica avrebbe in qualche modo messo in discussione la reputazione morale dei due comuni timorati da Dio e dalle Sue leggi. Nel "casato" dei Tarandans, da dove proveniva il corridore fornese, da padre e figlio si tramandava invece un versione alquanto diversa dell'avvenimento. Si raccontava nelle blindate pareti di casa, non senza un'abbondante porzione d'orgoglio, quello che successe veramente, non tanto la cronaca del giorno fatale, ma quello della notte precedente.

Un'altra simpatica leggenda legata al confine del comune di Forni di Sopra e che riconduce al tema della sorgente in territorio bellunese è la seguente:

Si racconta che nacque una lite tra boscaioli fornesi e cadorini, questi ultimi scoperti a tagliare legna sul fondovalle del passo della Mauria. "Questa è terra nostra" disse il fornese. "No, io calpesto la terra mia" affermò il cadorino. "Scommettiamo?" Se ti dimostro la mia ragione, disse il cadorino, voi riconoscete che il nostro confine è questo. Tolse il suo scarpone e una volta rovesciato ne uscì un mucchietto di terra, "ovviamente" calpestata dal cadorino.....


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